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Pubblicato: Sab, Aprile 09, 2016
Scienza | da Patrizio Marinaro

Papa: comunione ai divorziati e sesso "dono di Dio"

Papa: comunione ai divorziati e sesso

Lo comunica in Amors Laetitia, esortazione apostolica post-sinodale, nel capitolo ottavo dal titolo 'Accompagnare, discernere e integrare la fragilità'. Nell'esortazione resta il no agli anticoncezionali "ma il sesso - dice il papa - è un dono per gli sposi, non un male permesso".

Il documento è vasto (oltre 300 paragrafi) e affronta il tema della famiglia in ogni suo aspetto, ma di certo sono una quindicina i capitoli attesi con maggiore curiosità, visto che hanno segnato forti tensioni e che affrontano temi che videro in chiusura del Sinodo di ottobre una votazione che portò ad un'approvazione a maggioranza assoluta di stretta misura per la strada di "apertura", segno che la minoranza conservatrice e tradizionalista aveva cercato di bloccare o rallentare il processo.

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Ad ogni modo il Sinodo ha molto aiutato il pontefice a trovare una terza via senza farsi tirare la giacca da posizioni polarizzate: e oggi Papa Francesco la propone per una riforma della teologia del matrimonio che coniuga - manco a dirlo - principio e adattamento cioé il modo sapiente della Chiesa per dare una risposta di letizia anche nei momenti più grigi della storia umana. Il pontefice rivaluta anche la tradizione dei preti sposati delle Chiese orientali, perché - scrive - ai ministri ordinati manca spesso una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali delle famiglie. Ma questo deve essere fatto tenendo conto, raccomanda Bergoglio, che "i divorziati che vivono una nuova unione possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale".

Il testo, composto da ben 260 pagine, tira le somme dei due sinodi sulla famiglia che si sono tenuti nel 2014 e nel 2015. "Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita che ci assicura il futuro della società". "E' possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari, che dovrebbe riconoscere che, poiché 'il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi', le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi", "nemmeno - puntualizza Francesco in nota - per quanto riguarda la disciplina sacramentale, dal momento che il discernimento può riconoscere che in una situazione particolare non c'è colpa grave". "Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare 'ogni marchio di ingiusta discriminazionè e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza". "Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!". La dottrina deve essere "interpretata in relazione al cuore del kerygma cristiana e alla luce del contesto pastorale nel quale deve essere applicato", senza mai dimenticare il codice del diritto Canonico, che "la salute delle anime deve sempre essere nella Chiesa la Legge Suprema". A questo proposito, il Papa rammenta: "A coloro che operano nelle strutture sanitarie l'obbligo morale dell'obiezione di coscienza. Che la vita della famiglia sia un cammino viene ripetuto con chiarezza; un cammino in cui non bisogna stancarsi di guardare avanti, di avere grandi orizzonti, non bisogna smettere di sognare, e di cui imparare a gustare ed apprezzare ogni passo senza temere il divenire, le trasformazioni che il cammino porta con sé, avendo piuttosto il senso dell'imperfezione e della crescita". E ricorda la sua Evangelii Gaudium nella quale scriveva che "il confessionale non deve essere una sala di tortura" e che l'Eucaristia "non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli".

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