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Pubblicato: Sab, Giugno 03, 2017
Intrattenimento | da Abelardo Magnotti

Wonder Woman film: recensione. I soliti difetti dei cinecomic oscurano ottimi pregi

Wonder Woman film: recensione. I soliti difetti dei cinecomic oscurano ottimi pregi

Solo così Diana scoprirà i suoi pieni poteri e il suo vero destino. La pellicola parla infatti del potere femminile, di quelle che sono le sue capacità. Wonder Woman è, in definitiva, un manifesto femminista a misura di bambina, ma è anche quell'eroina col mantello che cammina a grandi falcate nella Parigi degli attentati e del pericolo terrorista; ha un'identità, seppure rivelata da una sceneggiatura assai debole e troppo sempliciotta, ed è già un bel traguardo, visto l'ultimo tonfo di Suicide Squad. Esattamente la missione di cui voleva investirla il suo creatore, il discusso psicologo William Moulton Marston, quando la creò nel 1940, mentre infuriavano i devastanti venti della Seconda Guerra Mondiale.

Prima di diventare Wonder Woman, Diana (Gal Gadot) era la principessa delle Amazzoni, cresciuta su un'isola protetta dal mondo e addestrata per essere una combattente invincibile.

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Secondo l'Oms oltre a salvare vite e ridurre le disuguaglianze un controllo del settore offre benefici anche per l'ambiente . Di questi, l'80% risiede in Paesi a basso o medio reddito e almeno il 70% ha iniziato a fumare prima della maggiore età.

Finito il servizio militare il piano di Gal Gadot era di diventare un avvocato, ma qualcuno fece avere il suo book fotografico al responsabile del casting del film su 007, Quantum of Solace.

Ne ha fatta di strada la splendida Gal Gadot. Diana viveva su un'isola sperduta ma quando Steve Trevor, un pilota americano, precipita su quest'isola raccontandole della terribile guerra che si sta verificando tra gli uomini (la Prima Guerra Mondiale) decide di lasciare la sua casa per fermare il conflitto. Nel cast ci sono anche ‘i cattivi di turno Danny Huston (Ludendorff), da “X-Men: le origini” ad “American Horror Story”; e la spagnola Elena Anaya (Dr. Maru), già protagonista di “La pelle che abito” di Pedro Almodovar; David Thewlis (Sir Patrick), dallultimo “Macbeth” alla saga di “Harry Potter”, per ricordare solo gli ultimi; Ewan Bremner (Charlie), i due “Trainspotting”; Said Taghmaoui (Samir), da “Lodio” a “Lost”; Lucy Davis (Etta), da “Lalba dei morti dementi” a “The Office” in tv; Eugene Brave Rock (Capo), indiano dAmerica della Blackfoot Confederacy.

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Infine il numero uno rossoblu ha rivolto un applauso alla bellissima stagione di Gian Piero Gasperini all'Atalanta. Di contatti ce ne sono, alcuni sono stati già bocciati, ma spero di affidare questa società in mani sicure".

9 - La costumista Lindy Hemming (la stessa del film "Il Cavaliere Oscuro") per le armature delle Amazzoni e gli abiti di Diana si è ispirata all'antica Grecia. L'artista, oltre ad essersi concessa al pubblico del cinema per una mini intervista ha autografato il suo artwork che poi è stato distribuito all'ingresso, unitamente al mini poster del film, la riproduzione di una tiara in plastica e una shopper bag griffata Wonder Woman. Tra questi, 'Fast and Furious' e 'Batman v. Superman'. Nel complesso la trama è godibile, e strappa anche più di un sorriso, grazie a degli ottimi dialoghi che strizzano l'occhio allo spettatore con battute che spezzano la tensione e danno il giusto ritmo al film. Dagli errori si risorge, dalla perseveranza si ottiene il risultato, e siamo convinti che la DC possa fare molto, ma molto di più.

Wonder Woman è indiscutibilmente un film riuscito, forse un filo meno ambizioso delle precedenti produzioni DC, giacché affronta meno temi "politici" e favorisce una storia più intima ma onesta, mostrandoci con garbo le origini di una delle supereroine più famose e iconiche del mondo.

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