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Pubblicato: Mar, Settembre 05, 2017
Esteri | da Metrofane Nocera

Strage rapido, giudice in pensione: processo d'appello riparte da capo

Strage rapido, giudice in pensione: processo d'appello riparte da capo

Il procedimento che vede come unico imputato il boss Totò Riina, assolto in primo grado dall'accusa di essere il mandante della strage, è rinviato a data da destinarsi.

Il 23 dicembre del 1984 un ordigno esplosivo ha causato la morte di 16 persone e il ferimento di altre 267.

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O dai o non dai, Skriniar non tocca la palla. Sulla rete di Icardi ci siamo mossi male. L'assurdità è dare il calcio d'angolo. Il nostro è un problema psicologico .

La Corte ha spiegato che il rinvio a data da destinarsi è stato disposto in virtù delle recenti modifiche apportate all'articolo 604 del codice di procedura penale, che impongono al giudice, in caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento, di disporre la riapertura completa dell'istruttoria. Il problema è la riforma Orlando, questo continuo rimandare non fa che prolungare il nostro dolore. L'attuale collegio giudicante non avrebbe, infatti, potuto portare avanti l'istruttoria dato l'imminente pensionamento del giudice Salvatore Giardina. Il tutto con un inevitabile allungamento dei tempi.

Nelle indagini che seguirono all'attacco, emersero diversi legami inquietanti fra le varie associazioni criminose, in un lungo filo unico che collegava P2, Banda della Magliana, camorra napoletana, Cosa Nostra ed il terrorismo eversivo neofascista. "C'è poco da fare", dice invece l'avvocato Danilo Ammannato, legale di parte civile nel processo.

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"C'è grande sconforto tra i familiari delle vittime della strage". "I responsabili non sono stati ancora assicurati alla giustizia". E soprattutto: quella frase, "avete già aspettato tanto tempo, cosa cambia?.", è surreale proprio perché il punto non è aspettare solo un altro mese in più, ma stabilire se davvero abbia senso celebrare un processo sette lustri dopo i fatti in questione. Al che da via Arenula arriva un comunicato: "La necessità di rinnovare il dibattimento in caso di appello del pm contro una sentenza fondata su prove testimoniali discende da una consolidata giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'uomo, ampiamente recepita dalla Corte di Cassazione già prima della modifica legislativa dello scorso luglio, che ha semplicemente adeguato la formulazione della norne, ma". Una donna, la presidente Rosaria Manzo, che ha gli stessi anni della strage, ossia 33, essendo nata un mese prima di quell'attentato.

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