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Pubblicato: Gio, Ottobre 19, 2017
Medicina | da Aldobrando Tartaglia

Caso Yara: giudici, Bossetti uccise perché respinto, Dna è sua firma/Adnkronos

Caso Yara: giudici, Bossetti uccise perché respinto, Dna è sua firma/Adnkronos

Ester Arzuffi continua a difendere suo figlio, Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. Queste le motivazioni della sentenza, emessa dai giudici della Corte d'appello di Brescia, che conferma il carcere a vita per il muratore di Mapello.

E' valida la prova del Dna perché "non sono stati violati i principi del contraddittorio e delle ragioni difensive" riguardo la prova regina che ha portato all'ergastolo Massimo Bossetti per il delitto di Yara Gambirasio. Quello che è certo è che in ogni caso non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni.

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Mi auguro di poter seguire le sue orme professionali, ma che mi rimangano i capelli in testa (ride, ndr)... Sulla formazione , invece: "Siamo nelle condizioni di poter scegliere, vanno valutate le condizioni".

Per quanto riguarda il movente, le finalità dell'aggressione alla tredicenne furono "dai contorni sessuali", secondo le motivazioni fornite dai giudici, che hanno fatto anche riferimento alle analisi dei computer dell'imputato dalle quali si deduce "un insistente e perdurante interesse" per "adolescenti in età puberale". Questo significa che "la famosa perizia genetica sarebbe necessariamente limitata a una mera verifica documentale circa la correttezza dell'operato del Ris e dei consulenti dell'accusa, pubblica e privata".

Ha agito "vigliaccamente nei confronti di una ragazzina giovanissima e indifesa, aggredita, per motivi sicuramente spregevoli, colpita violentemente per tre volte al capo con un corpo contundente, colpita per almeno nove volte al collo, al petto, alla schiena, ai polsi, al gluteo, alla gamba con tale forza anche da procurare lesioni ossee, e lasciata morire in preda a spasmi e inaudite sofferenze in un campo abbandonato e lontano a causa del freddo e delle ferite".

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Secondo il quotidiano maltese, il corpo della giornalista sarebbe stato trovato al posto di guida, carbonizzato. Quindici giorni fa la reporter aveva presentato denuncia alla polizia dopo aver ricevuto minacce di morte .

Dopo che sono state rese note le motivazioni della sentenza d'Appello, la donna ha dichiarato ai microfoni della trasmissione Mattino Cinque: "Noi continueremo a chiedere una nuova perizia per vie legali sul Dna, finché avremo fiato in corpo". Per i giudici, presieduti da Enrico Fischetti, "si è trattato di un'azione realizzata con grande intensità di dolo e senza alcun segno di ravvedimento e di umana pietà".

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