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Pubblicato: Ven, Novembre 03, 2017
Finanza | da Norma Uva

DVB-T2: tutti i televisori saranno da sostituire

DVB-T2: tutti i televisori saranno da sostituire

Si tratta di frequenze che, per questi motivi, si adattano meglio alla navigazione su internet, e che quindi vanno destinate agli smartphone equipaggiati con i moduli di comunicazione 4G e 5G.

Chi ha acquistato un televisore nell'ultimo anno e mezzo può stare tranquillo: con buona probabilità la tecnologia presente sarà valida anche per il nuovo digitale.

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Come dal testo pubblicato dal sito "Dday.it" del Corriere della sera, entro il 2022 saranno infatti ben 40 milioni, i televisori che andranno rottamati e sostituiti con dei dispositivi compatibili col nuovo sistema, oppure adeguati con il ricorso ad un decoder esterno.

Il passaggio transitorio che ha visto il progressivo abbandono dello standard di trasmissione dei segnali TV in formato analogico a favore dei più moderni sistemi di fruizione digitale avvenuto nel lontano 2012 è stato soltanto una prima avvisaglia di un massivo progetto di innovazione che entro il prossimo 2022 porterà all'introduzione del nuovo sistema di codifica DVB-T2 cui l'Italia dovrà presto adeguarsi.

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Un lungo articolo, l'89, della nuova manovra finanziaria 2018, infatti, ha fissato un passaggio ad una nuova tecnologia di trasmissione, a partire dal 2020. Il passaggio sarà graduale: regione per regione, emittente per emittente, secondo un piano che verrà curato dall'Agcom entro il 31 maggio del 2018. In quell'occasione, tuttavia, erano stati preventivati tempi molto lunghi per far "digerire" la questione agli italiani, con il passaggio che era avvenuto progressivamente regione per ragione. Con l'asta prossima ventura per il 5G il governo prevede di incassare almeno 2,5 miliardi di euro, mentre per alleggerire il peso economico dello switch off da DVB-T si parla di una "mancetta" da 100 milioni di euro scaglionata negli anni 2019-2022. In parole povere, potrebbe ripetersi il caso di La7, che nel 2016 scomparì da molte case a causa del cambio di frequenze: in tal caso tuttavia, lo stesso problema potrebbe presentarsi con tutti i canali, contemporaneamente.

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Con lo switch-off precedente la spesa media si attestò sui 120-150 euro, oggi la spesa minima per l'acquisto di almeno un televisore e di un decoder risulterebbe di 150 euro, ma ipotizziamo che la media più vicina alla realtà possa essere di circa 300-350 euro. Questa comporterà la commercializzazione di nuove TV aderenti allo standard DVB-T2 e l'adeguamento delle antenne centralizzate dei condomini.

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