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Pubblicato: Mer, Novembre 22, 2017
Sportivo | da Floriano Cerasuolo

Crisi politica in Germania, Merkel alle strette

Crisi politica in Germania, Merkel alle strette

La leader più longeva d'Europa, anzi la leader toot court, non è riuscita a formare il governo. Dopo due mesi di trattative riservate e con poche notizie date al pubblico, la notte tra domenica e lunedì ha portato l'annuncio a sorpresa che il partito liberale si ritira per "mancanza di fiducia" tra i partiti interessati.

Non va dimenticato che senza l'appoggio di Angela Merkel, il presidente della Bce Mario Draghi non sarebbe riuscito ad attuare la politica monetaria (con la Bundesbank contraria) che ci ha consentito di avviare la ripresa alleggerendo il peso del debito pubblico.

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Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Intorno alla ore 13:37 si è verificata una seconda scossa, di magnitudo 5.1, con epicentro Fornovo di Taro .

Sembra però che i leader del SPD non ne vogliano proprio sentir parlare.

Secondo il ministro delle Finanze di Vienna, "le elezioni non sarebbero un evento desiderabile", ma un governo di minoranza rischierebbe comunque di portare la Germania al voto.

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A centrocampo si va verso la conferma del trio Castro-Radovanovic-Hetemaj, mentre Birsa sarà a sostegno dele due punte. Oggi la nazionale, anche grazie al mio lavoro, è formata e sta ottenendo i risultati sperati.

Merkel è ormai giunta alla terza fase elettorale: se anche alla conclusione della seconda fase non si ha l'elezione con maggioranza assoluta di un candidato il Bundestag è tenuto a riunirsi nuovamente e a effettuare una nuova elezione e viene eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti.

La cancelliera preferirebbe nuove elezioni ad un governo di minoranza e si è dichiarata "disponibile a guidare il partito in caso di nuove elezioni". La Merkel ha anche spiegato di essere pronta a servire per altri quattro anni come cancelliera in caso di vittoria. Lo ha detto all'emittente ARD. Nel breve periodo è probabile che l'Euro possa soffrire ancora per altro in una situazione dove l'economia è molto cresciuta ma dove è ancora fortissimo il fattore speculativo (basta vedere la crescita del valore del Bitcoin, arrivato a 8000 dollari ma con salite e discese assolutamente repentine nelle ultime settimane). Forse il fatto che non esista un vocabolo italiano, a differenza di quello che avviene nella lingua tedesca, per esprimere la soddisfazione per le disavventure altrui, può aiutarci a guardare alla crisi politica di Berlino con il solo metro degli interessi europei, e dunque italiani. Ora gli occhi sono tutti puntati sui socialdemocratici tedeschi. Ricordiamo che nel 2018 ci saranno le elezioni italiane e saranno ancora più frammentate nei risultati di quanto è uscito dalle urne in Germania.

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In un momento di grande incertezza per la Germania, ancora una volta un esponente di punta dell'Spd torna a puntare l'indice contro la cancelliera. Un'esortazione "ecumenica" ma che a molti è apparsa rivolta in particolar modo al partito Socialdemocratico da cui egli stesso proviene ed al riottoso Martin Schulz, contro il cui isolazionismo cominciano a salire critiche anche da parte degli stessi quadri del partito.

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