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Pubblicato: Mer, Novembre 22, 2017
Esteri | da Metrofane Nocera

Giovane kamikaze si fa esplodere in una moschea, 50 morti in Nigeria

Giovane kamikaze si fa esplodere in una moschea, 50 morti in Nigeria

Un giovane kamikaze si è fatto esplodere in una moschea ad Adamawa nel nord della Nigeria uccidendo almeno 50 persone, secondo quanto riferisce la polizia locale. Si sa che ad azionare il detonatore è stato un ragazzo giovanissimo, di soli 17 anni: si è mescolato alla folla di fedeli diretti alla preghiera del mattino, con indosso un giubbotto carico di esplosivo e, una volta entrato, si è fatto saltare per aria. L'attacco non è stato rivendicato ma le modalità rimandano al gruppo jihadista di Boko Haram, che già si è avvalso di terroristi giovanissimi per compiere le sue stragi in Nigeria e non solo. Fondata nel 2002, l'organizzazione terroristica dal 2015 è alleata con l'Isis e dalla Nigeria si è estesa anche agli altri Paesi che si affacciano sul lago Ciad, Niger, Camerun e Ciad. La città di Mubi è stata sotto il controllo del gruppo terroristico fino al 2014 e non subiva attentati dalla sua liberazione.

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A riportarlo è Sky Sport che comunque conferma la disponibilità in vista della sfida di ritorno del play-off per il Mondiale. Il giocatore scenderà in campo a San Siro nel match di ritorno contro la Svezia con una maschera protettiva.

Quello di stamattina è l'attentato con più vittime dal dicembre 2016, quando due bambine kamikaze si erano fatte esplodere in un mercato, causando 56 morti.

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Scambiarono le provette di sangue al paziente, per un caso di omonimia. Insomma alla base vi sarebbe un tragico errore umano.

Secondo la polizia l'attentato alla moschea in Nigeria porta chiaramente la firma di Boko Haram (il nome significa "l'istruzione occidentale è proibita").

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Cosi' Roberto SPADA nel corso dell'interrogatorio davanti al gip che si e' svolto questa mattina nel carcere di Regina Coeli. Perché, spiegano i segretari romani dei due partiti, "non si può essere reticenti sul rischio-destra al ballottaggio ".

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