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Pubblicato: Dom, Novembre 26, 2017
Esteri | da Metrofane Nocera

Bombe tra i fedeli in Egitto: 235 vittime

Bombe tra i fedeli in Egitto: 235 vittime

Le forze di sicurezza continuano a cercare punti di comando dei terroristi.

Il presidente Egiziano al riguardo ha affermato: "Ci vendicheremo, le forze armate risponderanno con forza brutale". Quattro fuoristrada hanno raggiunto l'edificio - che non è una moschea enorme - e uomini armati sono entrati e hanno messo delle bombe, secondo le testimonianze raccolte.

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Gli uomini della Guardia di finanza stavano effettuando dei controlli antidroga quando hanno scoperto l'auto. Sono poi intervenuti sul posto gli artificieri che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'esplosivo.

Il bilancio dei morti è per ora di 235, ed è stato fornito dall'agenzia di stampa di stato che cita proprie fonti. A essere travolto dalla furia terroristica è stato un luogo di culto sufi, un orientamento mistico dell'islam che lo Stato islamico considera apostata ed eretico, nei pressi della cittadina di Bir al-Abd.

Egitto, attacco alla moschea: i soccorsi La facciata della moschea di Bir al-Abed, in Egitto, teatro di un attentato durante il giorno di preghiera che ha visto la morte di oltre 200 persone. Per questo al-Sisi ha deciso di spostare reparti scelti dell'esercito nel Sinai rischiando anche di sguarnire la capitale: la resa dei conti è nel deserto. L'intelligence militare dello Stato ebraico mette in evidenza che l'attacco nel Nord del Sinai è avvenuto pochi giorni dopo la riapertura del valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza con l'Egitto. Il massacro di oggi, che si avvicina a quello della strage degli Al Shabaab a Mogadiscio, ha fatto scattare una serie di attestati di solidarietà con l'Egitto e la sua lotta allo Stato islamico. "Nella comune lotta contro il terrorismo e l'estremismo religioso - nemici esiziali della libera espressione del culto - l' Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell'Italia". "Dobbiamo contrastarle insieme", ha aggiunto Gentiloni.

Justice League: polemiche per il violento poster cinese
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Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha intanto ordinato la costruzione di un mausoleo in memoria delle vittime dell'attacco con un comunicato, nel quale però non viene precisato dove sorgerà, né chi sarà incaricato della sua costruzione. La novità vera, comunque, è la modalità: "si tratta di attacchi che per ferocia, dimensioni, organizzazione, ricordano direttamente quelli in Siria e Iraq".

Il Sinai settentrionale è da anni campo di battaglia.

Libia: migranti venduti all'asta come schiavi. ONU: respingimenti UE disumani
Secondo lui il patto con la Libia è " disumano " e gli osservatori delle Nazioni Unite "sono rimasti scioccati" dagli abusi perpetrati sui migranti nelle prigioni libiche.

"Siamo entrambi colpiti dalla strage terroristica nel nord del Sinai, abbiamo espresso la nostra vicinanza alle vittime, al governo e al popolo egiziano".

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