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Pubblicato: Dom, Gennaio 21, 2018
Medicina | da Aldobrando Tartaglia

Influenza: il virus B Yagamata che ha fregato i vaccini

Influenza: il virus B Yagamata che ha fregato i vaccini

Il problema principale, ma non l'unico, è che in questa stagione influenzale si sono ammalati anche molti vaccinati perché il virus maggiormente diffuso, il tipo B Yamagata, ha dribblato il vaccino, come spiega Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità.

Sulla bacheca Sistra, su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 gennaio, quando sono state richieste 1.315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. I più bersagliati sono i bambini: nella seconda settimana di gennaio sono stati registrati quasi 31 casi ogni 1000 assistiti tra i piccolini, sotto i cinque anni, e quasi 16 casi ogni mille assistiti tra i cinque e i 14 anni.

A confermare che, ad ammalarsi di più sono bambini e anziani è il pediatra di Borgo San Dalmazzo Mohamed Hussein Hassan, medico "sentinella" per il monitoraggio dei virus. Ad osservare da vicino e registrare l'andamento dell'influenza stagionale sono i medici sentinella della rete Influnet dell'Istituto superiore di sanità.

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"Di certo, sappiamo che quest'anno abbiamo raggiunto un picco altissimo e con questi numeri le complicanze aumentano di conseguenza". Decisamente più basso è invece il numero di anziani infettati: 7,8 casi per mille assistiti.

Nel periodo in esame, sono finiti a letto per l'influenza circa 832 mila persone, per un totale di circa 3 milioni e 883 mila casi dall'inizio della sorveglianza.

Ma come mai quest'anno l'epidemia è così aggressiva?

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"Se ci fossero 4 candidati sarebbe la certificazione dei motivi per cui non siamo andati ai Mondiali - ha aggiunto -. In una situazione così frammentata, è chiaro che sia proprio Sibilia il favorito e anche il più corteggiato.

Il livello di incidenza in Italia, nella seconda settimana del 2018, è ancora "Molto Alto" ed è pari a 13,73 casi per mille assistiti. In questo modo hanno scovato diverse mutazioni, che aggiungono una nuova molecola di zucchero all'emoagglutinina: il virus riesce così a recuperare la 'presà con un gancio alla cellula ospite, non troppo debole ma nemmeno troppo stretto. E questo per l'esperto significa "che i diffusori del virus si stanno ammalando sempre meno, ora a cascata caleranno anche le altre fasce d'età".

L'altro virus influenzale che è tornato a colpire duramente, dopo la sua comparsa nel nostro Paese nel 2009, è quello della cosiddetta influenza suina, l'AH1N1, che ha causato moltissimi casi con importanti complicazioni respiratorie.

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